Problemi cognitivi e insufficienza cardiaca, ecco le relazioni

La relazione tra problemi cognitivi e insufficienza cardiaca in un recente studio condotto, i cui risultati sono stati pubblicati su ESC.

insufficienza cardiaca

Stando a una ricerca presentata pochi giorni fa a EuroHeartCare 2019, il congresso scientifico della Società Europea di Cardiologia (ESC), due terzi dei pazienti con insufficienza cardiaca hanno problemi cognitivi.

Il dossier specifica infatti come i pazienti affetti da insufficienza cardiaca che hanno camminato di più in un test di sei minuti, denotando una migliore forma fisica, così come quelli più giovani e più istruiti, avevano meno probabilità di andare incontro a problemi cognitivi. I risultati suggeriscono dunque che pazienti più in forma hanno una funzione cerebrale più sana.

L’autore dello studio, il professor Ercole Vellone, dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ha detto in tal proposito che il messaggio per i pazienti con insufficienza cardiaca è ricorrere all’esercizio fisico. “Non abbiamo ancora prove dirette che l’attività fisica migliori la cognizione nei pazienti con insufficienza cardiaca, ma sappiamo che migliora la loro qualità e la durata della loro vita. Inoltre, studi in adulti anziani hanno dimostrato che l’esercizio fisico è associato a un miglioramento della cognizione – e speriamo di mostrare lo stesso per i pazienti con insufficienza cardiaca in studi futuri”.

Cogliamo l’occasione per rammentare che le capacità cognitive che sono particolarmente danneggiate nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca sono la memoria, la velocità di elaborazione (cioè, il tempo necessario per capire e reagire alle informazioni) e le funzioni esecutive (attenzione, pianificazione, definizione degli obiettivi, prendere decisioni, avvio delle attività).

“Queste aree sono importanti per memorizzare le informazioni sanitarie e per avere la corretta comprensione e risposta al processo patologico”, ha detto il Professor Vellone. “Ad esempio, i pazienti con insufficienza cardiaca con lievi alterazioni cognitive possono dimenticare di prendere farmaci e non comprendere che l’aumento di peso è una situazione allarmante che richiede un intervento tempestivo”.

Lo studio evidenzia come la disfunzione cognitiva sia un problema comune nei pazienti con insufficienza cardiaca – il 67% aveva almeno lievi danni. “I medici potrebbero aver bisogno di adattare il loro approccio educativo con i pazienti con insufficienza cardiaca – per esempio coinvolgendo un assistente familiare per supervisionare l’aderenza del paziente al trattamento prescritto,” ha detto ancora il Professor Vellone.

Lo studio ha utilizzato i dati dello studio HF-Wii, che ha coinvolto 605 pazienti con insufficienza cardiaca provenienti da sei Paesi. L’età media era di 67 anni e il 71% era di sesso maschile. Il test di Montreal Cognitive Assessment è stato utilizzato per misurare la funzione cognitiva e la capacità di esercizio è stata misurata con il test dei sei minuti di cammino.

Il professor Vellone ha concluso rammentando che “c’è un’idea sbagliata che i pazienti con insufficienza cardiaca non dovrebbero fare esercizio fisico. È chiaro che non è così. Trova un’attività che ti piace e che puoi fare regolarmente. Potrebbe essere camminare, nuotare, o qualsiasi altra attività. Ci sono buone prove che migliorerà la salute e la memoria, e farà sentire meglio”.

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