Rettocolite ulcerosa, un’infiammazione cronica e debilitante dell’intestino

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La rettocolite ulcerosa sembra manifestarsi con più frequenza nei paesi industrializzati, in particolar modo nelle grandi città. Tale malattia si manifesta nell’arco di un tempo che va dalla terza alla sesta decade dell’età di un individuo, ma può colpire a qualsiasi età, anche in quella pediatrica, manifestandosi sia nei maschi che nelle femmine. Agli inizi si credeva che, a differenza del Crohn, altra malattia intestinale cronica, il tabagismo potesse essere in grado di aumentare in maniera positiva la mucosa intestinale, ma nella stessa proporzione, chi fa uso di sigarette in tali condizioni fisiche, ha un aumento dell’infiammazione intestinale, per questo il consumo di sigarette è sconsigliato a coloro che soffrono di malattie croniche del colon.

Rettocolite ulcerosa: alimentazione nella fase di remissione

Per prevenire la ricaduta della rettocolite ulcerosa, bisogna mantenere integra la mucosa intestinale, per questa un’alimentazione adeguata è la giusta prevenzione, che può variare in base allo stadio in cui si trova la patologia. Quando la malattia si manifesta in forma latente, ovvero quando non sono presenti i sintomi specifici, l’obiettivo è quello di mantenere il giusto equilibrio intestinale prevenendo le acuzie, mentre quando la malattia si manifesta i forma acuta, l’obiettivo della dieta è quello di ridurre tutte le manifestazioni enteriche. Durante la fase di remissione, la cura alimentare è quella del mantenimento dell’inefficienza intestinale ovvero di placare le scariche di diarrea e potenziare in questa maniera l’effetto barriera verso i patogeni, le scorie e l’acidità.

Per favorire la peristalsi del colon, bisogna introdurre nelle giuste dosi e nella giusta regolarità le fibre alimentari nel nostro organismo, per questo la ricerca clinica consiglia di consumare circa 30 grammi di tali alimenti in base alla malattia, che possono essere aumentati o diminuiti a seconda della risposta peristaltica individuale. L’apporto di fibre deve essere ripartito in maniera adeguata tra la fibra solubile ovvero quella che introduciamo nell’organismo attraverso il consumo di frutta ed ortaggi, e quella insolubile, che deriva dai cereali e derivati in maniera tale da poter mantenere una certa vitalità della muscolatura colica, della flora batterica intestinale ed il giusto trofismo batterico.

Essendo delle molecole molto importanti per favorire la crescita delle colonie fisiologiche, tutti gli alimenti contenti fibra, agiscono con sinergia ai PRObiotici, come lo yogurt, latti e derivati, farmaci ed integratori, per il giusto mantenimento delle difese della mucosa intestinale. Nel caso in cui il soggetto affetto da tale malattia infiammatoria grave non faccia uso di alimenti probiotici, e possibile introdurre tali sostanze con la somministrazione di integratori alimentari contenenti L.Acidophilus, oppure B.Bifidum ed L.Bulgaricus, sempre dopo aver chiesto consigli al proprio medico specialista.

Anche gli omega tre contenti in diverse fonti alimentari sono molto utili, grazie agli acidi grassi essenziali che hanno un forte potere antinfiammatorio, ed alla glutammina per la loro funzione atrofica di tale amminoacido verso la mucosa intestinale, particolarmente indicati nella dieta dei pazienti affetti da colite ulcerosa. Tutti gli alimenti irritanti per la mucosa devono essere eliminati, per questo consigliamo di non consumare alcol, caffè, cibi speziati e molto grassi.

Rettocolite ulcerosa: dieta fase acuta

Quando la rettocolite ulcerosa è nella fase acuta, le raccomandazioni alimentari cambiano, rispetto a quando la malattia è in remissione. Nelle recidive, il fisico ha bisogno di un aumento idrico, che viene a mancare a causa delle scariche di diarrea, per questo il primo accorgimento è quello di bere molta acqua con frequenza, perché la diarrea mucoematica, favorisce il malassorbimento dei nutrienti, per tanto potrebbe essere necessaria la somministrazione di vitamine in associazione a sali minerali come il potassio ed il magnesio. Per poter ridurre le scariche di diarrea è necessario che il paziente non introduca nella sua dieta determinati alimenti:

  • Il paziente deve ridurre l’apporto di fibra alimentare, perché se tale alimento è necessario nella fase di mantenimento, in fase di acuzie favorisce l’evacuazione peggiorando in questo modo la sintomatologia ovvero le scariche di diarrea.
  • Il paziente deve interrompere l’integrazione a base di Probiotici, perché tendenzialmente nella fase acuta, nelle feci sono presenti tracce ematiche che indicano una lesione delle pareti intestinali e per sicurezza, è raccomandabile non introdurre ulteriori batteri tramite l’alimentazione.
  • Il paziente deve eliminare il lattosio perché a causa dello sfaldamento della mucosa, è possibile che venga favorita la fermentazione da parte del lattosio ad opera dei batteri presenti nell’intestino e tutto questo peggiorerebbe la frequenza della diarrea.

In casi di acuzie gravi, il medico potrebbe decidere per un’alimentazione parenterale, ed una volta terminato il periodo della fase acuta, il malato dovrà introdurre gli alimenti a basso residuo di scorie un poco alla volta.