Tra le varie forme di artriti che affliggono gli arti superiori, la rizoartrosi è una patologia che colpisce in particolar modo la mano, causando deformazioni e dolore di cui parleremo in questa sede in modo più approfondito, analizzando cause, sintomi e cure per questa particolare tipologia di artrite.

Che cos’è la rizoartrosi?

Che cos’è la rizoartrosi?

La rizoartrosi è un’artrite degenerativa che colpisce di norma le donne che hanno superato i 40 anni d’età. La zona della mano in cui essa si sviluppa è l’osso del pollice, ed in particolar modo l’articolazione trapezoidale del metacarpo.

Il pollice colpito da rizoartrosi viene deformato, impendendogli un corretto movimento di opposizione, e causando di conseguenza dolore e una presa non salda.

Sintomi più comuni

I sintomi più comuni che si manifestano con la rizoartrosi sono, nell’ordine:

  • dolore alla mano e al polso;
  • formicolio alla mano;
  • gonfiore articolare;
  • rigidità dell’arto;
  • perdita di forza a livello delle dita;
  • mancata funzionalità opponibile del pollice.

 

Eziologia

Passando invece in rassegna i fattori scatenanti, in primo luogo abbiamo l’usura della cartilagine dell’articolazione del pollice, che è la causa primaria della rigidità e della deformazione dell’osso del pollice, con conseguente gonfiore e dolore.

Quest’ultimo infatti è generato dal contatto diretto che avviene tra le componenti dell’osso del pollice, proprio in virtù della mancata presenza della cartilagine articolare, oltre che dalla presenza di porzioni spigolose di osso che infiammano i tessuti.

Oltre a questo fattore principale, altre concause sono imputabili ad altre patologie di natura traumatica o reumatica, come ad esempio:

  • osteoartrite;
  • traumi e lesioni dell’articolazione del metacarpo;
  • fattori genetici di predisposizione;
  • naturali processi di invecchiamento osseo.

 

Come si può diagnosticare in modo semplice e ottimale la rizoartrosi?

Per diagnosticare la rizoartrosi, qualora il soggetto presenti la sintomatologia sopradescritta, il medico di base richiederà dopo un’attenta visita preliminare una radiografia della mano affetta da tale patologia, la quale metterà in luce lo stato della cartilagine e delle ossa.

Naturalmente anche il parere di un ortopedico può essere utile a fini diagnostici, allo scopo di individuare la terapia più idonea di trattamento: infatti oltre all’esame radiografico, che di certo è quello più efficace dal punto di vista diagnostico per riscontrare eventuali anomalie articolari, una visita specialistica potrà valutare lo stato di rigidità della mano e analizzare l’entità della deformazione che è alla base dell’osso trapezio-metacarpale del pollice.

 

I principali metodi impiegati per la cura della rizoartrosi

Dopo un’accurata diagnosi, la cura della rizoartrosi può essere effettuata attraverso due metodologie differenti, le quali vanno applicate in base allo stadio di degenerazione della malattia stessa.

Terapie non invasive

Terapie non invasive

La prima è costituita da terapie non invasive, che quindi non richiedono interventi a livello di chirurgia della mano. Tra questi rientrano ad esempio l’immediata immobilizzazione del pollice, che viene effettuata mediante l’impiego di un tutore rigido.

Tale supporto deve essere portato ininterrottamente dal paziente per un periodo di tempo che va da 15 giorni a un mese di terapia, durante cui le strutture ossee del pollice e della mano saranno a riposo completo.

Il paziente inoltre non può assolutamente compiere gesti con la mano immobilizzata, pena la riacutizzazione del dolore e un affaticamento della strutture circostanti, compresi muscoli e tendini.

A tale scopo si può fare inoltre ricorso ad una terapia di riabilitazione fisioterapica, con la quale il soggetto imparerà in quale modo risparmiare l’articolazione e gestire al meglio lo stadio della malattia in cui esso riversa.

Altra terapia molto utile alla scomparsa dei sintomi, ed in particolar modo del dolore, è la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei da parte del medico curante, i quali allevieranno l’infiammazione di ossa, cartilagini e tessuti circostanti.

Inoltre, in sostituzione dei farmaci antinfiammatori di tipo non steroideo, il medico può prescrivere l’applicazione di pomate ad uso topico a base corticosteroidi, oppure soluzioni del medesimo principio attivo da iniettare mediante l’infiltrazione, nel caso soprattutto in cui il dolore è particolarmente intenso.

Infine tra le altre tipologie di rimedi vi sono la terapia fisiatrica mediante macchine ad ultrasuoni o cicli di ionoforesi, una tecnica di somministrazione di farmaci che sfrutta la corrente elettrica per far penetrare meglio nei tessuti il principio attivo.

L’intervento chirurgico

Qualora il dolore fosse davvero persistente e forte, e lo stadio di degenerazione della rizoartrosi fosse già irrimediabile, il medico potrà optare per l’intervento chirurgico in artroscopia, col quale si ripristinerà il corretto funzionamento dell’arto.

Solitamente tale pratica chirurgica si effettua in regime di Day Hospital, e richiede l’anestesia locale.

A livello di decorso post-operatorio, l’articolazione del pollice dovrà comunque rimanere immobilizzata per un periodo di due settimane, al termine delle quali solitamente si prescrive l’impiego di un tutore per altre tre settimane da un tutore, combinato con sedute riabilitative di fisioterapia.

Il dolore solitamente va a scomparire dopo due o tre mesi dall’intervento, e l’impiego della fisioterapia aiuta a ripristinare il corretto funzionamento della mano e ad alleviare gli stati d’infiammazione e dolore residuali.