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Sindrome di Marfan: una malattia genetica dei tessuti connettivi

Questa sindrome è una malattia genetica grave che compromette diversi sistemi dell’organismo e che se non viene diagnosticata in tempo ne compromette la sopravvivenza.

Questa sindrome è una malattia genetica grave che compromette diversi sistemi dell’organismo e che se non viene diagnosticata in tempo ne compromette la sopravvivenza.

In che cosa consiste la malattia

La sindrome di Marfan prende il nome dal pediatra francese Antoine Marfan che per primo la descrisse nel 1896, il gene responsabile della malattia viene identificato però solo nel 1991 ad opera del dott. F. Ramirez. Questa è una malattia autosomica ereditaria di tipo dominante. Essa colpisce il tessuto connettivo e dal momento che tutti gli organi sono costituiti in parte da questo, le manifestazioni di questa patologia sono ben evidenti e diffuse in molte parti del corpo, in particolare: nel sistema scheletrico, oculare, cardiaco e vascolare, nei polmoni e nelle membrane che ricoprono il cervello e la spina dorsale.

Questo disturbo è una malattia genetica grave e che ha un ventaglio di fenotipi molto variabile, ovvero i problemi che comporta possono differire molto da soggetto in soggetto. A causare la malattia è in particolare l’alterazione è un gene ubicato sul cromosoma 15 definito FBN1, ovvero quello responsabile della codifica della fibrillina-1, una glicoproteina importantissima per il tessuto connettivo, che è il supporto fondamentale della struttura che ospita le microfibrille.

  • Le microfibrille sono delle molecole costituite da fibrillina e che sono presenti a livello della matrice extra-cellulare, nella quale esse costituiscono un intreccio utile per la deposizione dell’elastina nelle fibre elastiche. Esse sono un po’ in tutto l’organismo umano, ma abbondano particolarmente nell’aorta, nei legamenti e a livello oculare, dove si trovano i corpi ciliari.

Dal momento che la sindrome di Marfan è una malattia autosomica dominante è chiaro che i figli di genitori che trasmettono lui 1 gene alterato risultano affetti da questa sindrome. Ciononostante, il 25% dei pazienti affetti da questa patologia si ammalano per una mutazione spontanea, anche se non hanno una storia familiare con la malattia.

 

Il confronto con la sindrome di Ehlers-Danlos

Entrambe queste sindromi si caratterizzano per essere due tra quelle più diffuse che vanno a colpire il tessuto connettivi. Se la sindrome di Marfan si manifesta in 2-3 casi ogni 10 mila nascite, quella di Ehlers-Danlos insorge una volta su 5000. Anche quest’ultima non è altro che un gruppo di patologie molto rare di carattere ereditario che vanno a colpire il tessuto connettivo. Pure la seconda viene trasmessa geneticamente. Anche se non c’è alcuna mutazione del gene della fibrillina-1, esistono altre tipologie di mutazioni di svariati geni che fanno riferimento a collageni ed enzimi. Tra i principali sintomi di tale patologia, che la rendono cosi tanto somigliante a quella di Marfan, troviamo sicuramente le alterazioni della pelle. Ad esempio, possono insorgere fragilità e difetti di cicatrizzazione. Non solo, anche un’importante ipermobilità a livello articolare e la presenza di deformazioni dell’apparato scheletrico. In alcune occasione può insorgere anche la dilatazione dell’aorta. Tramite gli esami diagnostici si può definire in concreto quale tipo di sindrome abbia colpito il paziente.

Incidenza

La sindrome colpisce una persona ogni circa 4000 e si manifesta indistintamente tra soggetti di sesso maschile e femminile. Il 75% dei malati ha una storia familiare positiva, mentre il restante 25% genera la malattia a seguito di una mutazione sporadica che forse è associata ad un età avanzata del padre al momento del concepimento. I soggetti affetti dalla sindrome in età infantile hanno un’aspettativa di vita che non va oltre l’anno, se la malattia si sviluppa invece dopo è di circa 32 anni. Con l’evoluzione medica e la specializzazione nelle operazioni chirurgiche a cuore aperto, l’età si è alzata, fino ad arrivare a 60 anni.

Cause

La sindrome di Marfan ha a che vedere con il gene FBN1, che è responsabile della codifica della fibrillina-1. Questa è sostanzialmente una componente glico-proteica dell’elastina, che è indispensabile al fine di garantire elasticità e forza ai tessuti. In condizioni fisiologiche normali, la fibrillina-1 si lega alla proteina TGF-beta. Questa, definita anche fattore beta di crescita trasformante, è coinvolta nei processi della muscolatura liscia vascolare e anche della matrice extra-cellulare. Alcuni scienziati sono quindi convinti che questa malattia sia per questo determinata non solo dalla mutazione del gene FBN-1, ma anche da un eccesso della proteina TGF-beta. Soprattutto a livello dell’aorta, delle valvole cardiache e nei polmoni. I tessuti vengono enormemente indeboliti dalla copresenza di questi due fattori e danno luogo ai sintomi della sindrome di Marfan.

Sintomi

La sindrome di Marfan può essere presente, ma non mostrare necessariamente tutti i sintomi elencati, anche se lo sono nella maggior parte dei casi. I pazienti affetti possono avere queste caratteristiche:

  • una struttura corporea longilinea, e sono alti e magri in modo esagerato e anomalo. Gli arti superiori e inferiori sono sproporzionati rispetto al tronco, si parla quindi di dolicostenomegalia. L’altezza di questi soggetti è solitamente al di sopra della media.
  • Allo stesso modo le dita sono lunghe in modo esagerato e si parla quindi di aracnodattilia, il paragone è quello delle zampe del ragno.
  • Apertura delle braccia maggiore rispetto all’altezza
  • Deformità toraciche
  • Dislocamento a livello del cristallino o della retina, alterazione della visione, astigmatismo e miopia, glaucoma
  • Parte inferiore del corpo più sviluppata rispetto a quella superiore.
  • Pneumotorace spontaneo con un incidenza dell’11%, dispnea, ostruzione polmonare
  • Disturbi struttura ossea: schiena con scoliosi, ipermobilità, piedi piatti, spalle curve, spondilolistesi, petto deforme, protusione o rientro dello sterno
  • Strie sulla pelle di cosce, schiena, deltoidi, pettorali
  • Alterazioni facciali: palato alto, retrognazia della mandibola, viso allungato e difficoltà del linguaggio

In casi gravi e nel degenerare della malattia vi sono anche problemi cardio-vascolari:

  • Prolasso della valvola cardiaca
  • Prolasso della valvola mitrale
  • Dissecazione aortica dovuta alla dilatazione dell’anello aortico, aneurisma dell’aorta addominale
  • Angina pectoris

Le anomalie a livello dentale

Sia il palato stretto che le dimensioni contenute dello stesso possono facilmente portare al problema dei denti storti. I bambini che soffrono di questa particolare sindrome necessitano ovviamente di scrupolose cure mediche e dentistiche. Nello specifico, hanno bisogno di un esame precoce che possa fare da prevenzione rispetto alla crescita dei denti con un allineamento scorretto o con delle mal occlusioni. I pazienti che soffrono di tale sindrome hanno anche elevati rischi di sviluppare delle endocarditi batteriche. Per questa ragione, spesso vengono sottoposti a trattamenti con farmaci antibiotici profilattici per ogni tipo di procedura dentistica che possa portare a del sanguinamento. Nel caso in cui fosse fondamentale l’esecuzione di un’anestesia generale, allora si suggerisce sempre di affidarsi ad un anestesista professionista. Infatti, l’intubazione potrebbe causare qualche problema per via del palato piuttosto alto, le dimensioni non normali della mandibola e una ridotta capacità del collo di estendersi.

Altri sintomi particolari

La presenza di striature sulla pelle può verificarsi a qualsiasi persona, soprattutto come prodotto di gestazioni, oppure quando si perde molto peso o, in caso contrario, quando si ingrassa notevolmente. I soggetti che soffrono della sindrome di Marfan, invece, hanno una vera e propria predisposizione alla manifestazione di striature già quando sono molto piccoli, senza che intervengano delle alterazioni riguardanti il peso. Le striature hanno la particolare tendenza ad insorgere in tutte quelle zone che sono maggiormente sottoposte a stress. Si tratta, ad esempio, delle spalle, piuttosto che del fondo schiena. Anche se alcuni pazienti le considerino come un problema sotto il profilo estetico, in realtà non comportano alcun pericolo. Non dobbiamo dimenticare come tali striature non necessitano di alcuna terapia. È bene anche sottolineare come non ci siano dei mezzi adeguati per svolgere una prevenzione ottimale nei loro confronti, come per rimuovere tali striature. Esistono diverse tipologie di creme cosmetiche che possono senz’altre da una mano alla copertura di tali smagliature durante alcune giornate specifiche. Si tratta di creme che possono essere usate anche per il torace o altre zone del corpo in seguito a delle operazioni chirurgiche.

Diagnosi

La sindrome di Marfan ha moltissime variabili, quindi la diagnosi della malattia non è così semplice e immediato, anche perché come detto non tutti i sintomi sono presenti sempre in tutti i pazienti. Il ritardo nella diagnosi però può compromettere l’aspettativa di vita del soggetto. In primo luogo si valuta quindi la storia familiare e poi si fanno analisi come:

  • elettrocardiogramma
  • angiorisonanza magnetica e angiografia per indagare l’aorta
  • esami con lampade a fessura per vedere eventuali problemi al cristallino
  • ricerca di eventuali glaucomi, con una misurazione della pressione degli occhi
  • test genetici

L’importanza di una diagnosi precoce

La diagnosi, dal punto di vista clinico, è correlato soprattutto alla valutazione dei segnali diagnostici, più o meno intensi, che colpiscono il sistema cardiovascolare. Così come quei sintomi legati al sistema scheletrico ed oculare. Inoltre, i segni diagnostici comprendono anche l’ectasia della dura madre del canale midollare. Quando c’è una familiarità per la sindrome di Marfan, questo può essere un ulteriore indizio della sua presenza. La diagnosi precoce è davvero molto importante per garantire la massima cura ed assistenza dei pazienti. Di regola, il primo sospetto dal punto di vista diagnostico viene suggerito da figure come cardiologi, medici dello sport e pediatri. O, in altri casi, anche da medici di medicina generale che hanno un sospetto circa la malattia, basandosi sull’aspetto fenotipico dei pazienti. Sia la diagnosi che la cura della sindrome di Marfan necessitano ovviamente di particolari competenze multidisciplinari.

Terapia

La sindrome di Marfan è una patologia genetica, di conseguenza non si può guarire dalla malattia. Vi sono però farmaci per alleviare i sintomi e prevenire l’insorgenza delle problematiche più gravi, per esempio allo scopo della riduzione della pressione arteriosa. O interventi chirurgici per correggere anomalie come la dilatazione aortica.

I pazienti possono svolgere attività fisica?

Tutti i pazienti che soffrono di tale sindrome farebbero bene ad evitare il sollevamento di oggetti particolarmente pesanti. Al tempo stesso, si consiglia di evitare anche lo svolgimento di esercizi di isometria ed esercizi alla massima capacità per tempistiche prolungate. Il motivo? L’aumento progressivo della pressione sull’aorta che viene provocata dall’imponente attività cardiaca. Si consiglia di prediligere gli sporti individuali rispetto a quelli di squadra, in maniera tale che il paziente possa fermarsi nel caso in cui accusi un po’ di stanchezza. Dal momento che la parete aortica è certamente molto più delicata della normalità, gli sporti in cui ci sono molti contatti, come pallacanestro o rugby, devono essere evitati. Certamente non è semplice rispettare tutti questi consigli, soprattutto nel caso in cui i pazienti siano giovani e siano soliti svolgere attività con carichi pesanti o sport di squadra. Ad ogni modo, certi cambiamenti servono solamente per proteggere la salute del paziente e non per porgli fastidiosi e inutili limiti. È certo più semplice incoraggiare e indirizzare i pazienti più giovani e piccoli verso un determinato sport che non richiede un impatto fisico vigoroso. In confronto, invece, a consigliare una persona adulta a lasciar perdere sport come la pallacanestro o la corsa su lunga distanza.