Sindrome vagale
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La sincope vagale è anche conosciuta come svenimento. Essa è una delle tipologie di sincopi neuromediate. Trattandosi di una sincope, si tratta di una perdita di coscienza temporanea a cui segue la perdita dello status eretto e una caduta. Il soggetto smarrisce in modo temporaneo lo stato di coscienza a causa della stimolazione del nervo vago. Quest’ultimo si dirama nel collo, nel torace, nell’intestino ed è caratterizzato successivamente da un recupero veloce, spontaneo e totale.

La sincope vagale è la conseguenza della riduzione dell’afflusso di sangue al cervello data da paura, dolore o da situazioni di stress. Queste condizioni danno il via ad un processo in cui le conseguenze sono la dilatazione dei vasi del sangue e di conseguenza un abbassamento della pressione a livello delle arterie e bradicardia, cioè il calo di frequenza dei battiti cardiaci.

La conseguenza di questa situazione è una gittata sanguigna ridotta e ipoperfusione celebrale, con un’evidente riduzione dell’ossigeno che va al cervello. Per questo si verifica lo svenimento.

Tipologie di sincope vagale

La sincope vagale si distingue di solito in due tipologie:

  • la classica: che si caratterizza per sintomi canonici e dalla presenza di un fattore scatenante evidente che ne è causa. Di solito di natura emozionale (spavento, dolore, emozioni, percezione fastidiosa etc.) o di genere ortostatico (permanenza in posizione eretta troppo a lungo).
  • non classica: che si manifesta senza un motivo chiaro e quindi ha fattori scatenanti misteriosi.

Per le sue peculiarità, la forma classica, riguarda persone di solito giovani con buone condizioni di salute. La tipologia invece non classica interessa gli anziani principalmente, che lamentano dolori dovuti all’età.

Il meccanismo

Le cause precise della sincope vagale non sono ancora del tutto perfettamente note, quindi si tratta solo di ipotesi. Il meccanismo che determina lo svenimento prevede l’attivazione da parte dei sistema simpatico dei seguenti processi:

  • la momentanea inibizione dell’apparato simpatico, quindi del sistema nervoso a livello della colonna vertebrale che regola lo stato vegetativo, che indurrebbe alla vasodilatazione. Tale inibizione determina il calo della pressione nelle arterie.
  • L’attivazione contemporanea del sistema vagale determina la diminuzione della frequenza dei battiti cardiaci.

Le cause e i fattori scatenanti

Le cause e i fattori scatenanti della Sindrome vagale
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La fisiopatologia, che si occupa di studiare le alterazioni che portano alla sincope vagale, ipotizza che non si tratti di una malattia, ma di una caratteristica che può riguardare una persona del tutto normale e in salute. Questo data la benignità del fenomeno e dal fatto che il processo è innescato da un riflesso vagale comune a tutte le specie di vertebrati. Tale processo, dal momento che non si è perso pare per milioni di anni, è di certo una forma difensiva, in particolare per la protezione del muscolo cardiaco.

L’inibizione del sistema simpatico, insieme all’attivazione di quello vagale, permettono al cuore di fare una pausa breve e di risparmiare l’ossigeno in una situazione in cui la richiesta è elevata e il dispendio alto. Si nota che nella fauna anche se il riflesso è il medesimo (quindi brachicardia e diminuzione della pressione) non avviene la sincope, cioè lo svenimento. La ragione di questa sostanziale differenza è da ricercarsi nelle maggiori dimensioni cerebrali nell’uomo, che fanno consumare più ossigeno. Di conseguenza l’uomo è maggiormente vulnerabile alla diminuzione della gittata sanguigna.

Nella forma non classica di sincope vagale, negli anziani nella maggior parte dei casi, tale manifestazione si può interpretare come una vera e propria malattia data da un procedimento di degenerazione a carico del sistema nervoso autonomo. Tale processo renderebbe il soggetto più suscettibile e instabile a fronte di improvvise attivazioni che danno luogo poi alla sincope.

Sintomatologia

La sincope vagale si evolve in diverse fasi e così i suoi sintomi.

Nella prima fase i sintomi sono prodromici:

  • Vertigini: il soggetto avverte giramenti di testa;
  • Perdita delle forze che inizia dalle braccia e poi si estende a tutto il corpo;
  • Battito accelerato del cuore, tachicardia percepita;
  • Acufeni;
  • Pallore sempre più intenso del volto;
  • Capacità visiva alterata, campo visivo ridotto. In particolare si parla di visione a tunnel, cioè si vede solo frontalmente e non ai lati;
  • Dolore al torace localizzato, in particolare nella zona centrale dello sterno;
  • Ipersudorazione fredda e percezione alterata del caldo e del freddo;
  • Fastidi a livello gastrointestinale.

Nella seconda fase, quella conclusiva, progressivamente i sintomi si acuiscono e il soggetto perde i sensi nella maggior parte dei casi. Può comunque anche capitare che non segua una perdita di coscienza, ma un recupero. Qualora il soggetto non svenga, non si parla più di sincope ma di pre-sincope. Un tempo tale condizione veniva denominata lipotimia.

Diagnosi

La diagnosi per la sincope vagale prevede l’esclusione delle cause che non sono correlate ad un riflesso vagale. In molti casi si devono effettuare degli esami di routine per sicurezza. Si effettua in particolare un elettrocardiogramma, il test Holter ECG della durata di 24 ore, un Holter pressorio ed esami ematochimici. In alcuni casi si può anche richiedere un encefalogramma e una risonanza magnetica. Un esame particolare che può essere anche fatto sul paziente è il tilt test, che prevede di ricreare le condizioni per una sincope, in modo da diagnosticarne le cause quando è in corso.

Terapia

La terapia prevede farmaci e delle manovre da fare quando si avvertono i primi sintomi. Tale terapia non sarebbe necessaria se non vi fosse il pericolo di un trauma a seguito della caduta del soggetto.

Fonti e bibliografia

  • Medicina Interna. Compendio essenziale per la pratica clinica. Gerd Herold; Ed. Monduzzi Editoriale; 2016
  • Harrison Principi di Medicina interna. Dennis L. Kasper Anthony S. Fauci Dan L.