Tendine di Achille. Quando c’è l’infiammazione localizzata

Tendine di Achille

L’infiammazione del tendine di Achille è un infortunio molto grave che può colpire chiunque. La sua frequenza è maggiore negli atleti, ma può avvenire anche nella vita di tutti i giorni. Questo tendine è il più grande presente nel nostro corpo. Esso si estende dalle ossa presenti nel tallone fino ai muscoli del polpaccio. Alla palpazione è un fascia elastica posta nella parte posteriore della caviglia sopra al tallone.

Quando si avverte un lieve dolore al tendine di Achille associato ad una sensazione di rigidità urente, questo è un segnale di infiammazione. In tal caso può bastare solo un semplice periodo di riposo per la guarigione e la somministrazione di farmaci antidolorifici topici o sistemici.

Se invece l’infortunio è grave e vene percepito un dolore forte ed improvviso nella parte posteriore della caviglia, questo è il segnale di una rottura del tendine, che potrebbe essersi strappato parzialmente o rotto del tutto. In tal caso è importante una diagnosi corretta da parte di uno specialista, che se lo ritiene necessario potrebbe intervenire chirurgicamente per riparare i tessuti danneggiati.

Sintomatologia

Sintomatologia Tendine di Achille

Il sintomo che si manifesta a causa dell’infiammazione del tendine di Achille è il forte dolore localizzato nella parte al di sopra del tallone. Questo fastidio tende ad aumentare con i movimenti che mettono in tensione il tendine, come ad esempio stare in punta dei piedi. Il dolore può aumentare anche facendo una pressione con le mani sulla zona interessata.

Quando il tendine si rompe invece, il dolore è molto acuto e si manifesta improvvisamente. In questi casi si evidenzia anche la diminuzione del tono muscolare, che può essere sia lieve che tende a migliorare, oppure peggiorare nel corso del tempo.

Altri sintomi sono la rigidità, la presenza di scricchiolii continui, il gonfiore localizzato, la tendenza ad arrossamento e l’aumento di calore nella cute che ricopre il tendine danneggiato.

È importante in presenza di infortunio del tendine di Achille non muovere o sforzare la zona, perché si potrebbe ricorrere alla totale rottura dello stesso.

Cause

Ecco alcune delle possibili cause che potrebbero determinare l’infortunio del tendine di Achille:

  1. Esagerata ed intensa attività fisica rispetto al normale svolgimento di attività fisica che siete abituati ad affrontare.
  2. Portare frequentemente i tacchi alti perché così facendo questo tende a continue sollecitazioni dello stesso.
  3. Conformazioni del piede, avere ad esempio un piede piatto causa una maggiore tensione sul tendine quando si cammina.
  4. Somministrazione di alcuni farmaci che possono alterare i tessuti del tendine.
  5. Cambiamenti repentini del ritmo della velocità e dei salti durante l’attività fisica come avviene ad esempio nel calcio, nella pallacanestro o durante la corsa dei velocisti.
  6. L’età ed il sesso, perché questi fattori sono maggiormente a rischio nel sesso maschile.

Cura e terapia medica

Cura e terapia medica Tendine di Achille

La cura farmacologica per l’infiammazione del tendine di Achille varia in base alla gravità del disturbo. Come prima cosa per velocizzare la guarigione è importante interrompere qualsiasi tipologia di attività fisica che interessa il tallone.

Applicare il ghiaccio sul tendine 3 o 4 volte al giorno per circa 20 minuti così da ridurre sia il dolore che il gonfiore. Utilizzare dei farmaci antidolorifici locali ed eventualmente applicare un bendaggio per ridurre ulteriormente il gonfiore. Tenere la gamba in posizione sollevata per favorire la guarigione e la riduzione del gonfiore.

Nella maggior parte dei casi non sono necessari ulteriori trattamenti, basta solo avere molta pazienza ed eseguire le istruzioni di cui sopra.

Per ottimizzare la guarigione e prevenire eventuali ricadute è molto importante eseguire sempre gli esercizi di stretching che vi verranno consigliato dal medico specialista.

Se sospettate di aver una infiammazione al tendine di Achille rivolgetevi il prima possibile dal medico, che vi prescriverà il trattamento adeguato.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia