Tosse

Nessuno vuole avere a che fare con la tosse. Tuttavia, con l’influenza e con malattie simil-influenzali tipiche di questa stagione, molti di noi potrebbero sperimentare questo fastidioso sintomo. Ma quanto tempo dovrebbe durare? Quando potrebbe indicare qualcosa che ha bisogno di una cura più specifica e incisiva dei semplici farmaci da banco?

Iniziamo con il rammentare che se la tosse dura da più di due settimane, è opportuno consultare il proprio medico. Un arco temporale dunque non ristrettissimo che, secondo quanto rivelava un recente studio, è ben di più di quanto le persone si aspettano di soffrire di tosse “influenzale”, pari a 7-9 giorni.

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Eppure, ricorrere troppo presto ai medicinali per “soffocare” la tosse potrebbe essere nocivo. I ricercatori sottolineano infatti come questo ricorso prematuro alle cure potrebbe aumentare il rischio di un inutile uso di antibiotici, con le ovvie conseguenze sul nostro organismo.

Detto ciò, una tosse cronica, ovvero quella che viene temporalmente definita di durata di almeno sei-otto settimane, è un indicatore di una questione che andrebbe esaminata più fondo. Tuttavia, mentre la durata della tosse è certamente un fattore, in realtà si dovrebbe anche prendere nota dei sintomi che accompagnano la tosse, e che potrebbero dirvi quando è il caso di approfondire senza temporeggiare ulteriormente.

Per esempio, la malattia da reflusso gastroesofageo può anche causare una tosse persistente senza bruciore di stomaco. I sospetti aumentano se si ha la sensazione di alito cattivo e si ha un sapore aspro in bocca.

In aggiunta a ciò, in diverse parti del mondo si stanno riscontrando importanti tassi di crescita nei casi di infezione respiratoria. Tipicamente, un gocciolamento nasale persistente (che dura anche dopo l’infezione) è probabilmente un sintomo abbastanza emblematico.

Vi sono poi numerosi fattori di rischio. I pazienti che sono fumatori, ad esempio, o coloro che vivono con una costante esposizione al fumo passivo, dovrebbero essere consapevoli che il fumo di tabacco potrebbe prolungare la tosse.

Se poi la tosse è accompagnata da altri sintomi come dolore toracico, perdita di peso inspiegabile o espettorato sanguinolento, è possibile che ci siano malattie più importanti all’apparato respiratorio e, in particolar modo, ai polmoni, tanto da rendere opportuno il consulto tempestivo di un medico per potersi garantire una diagnosi precoce.

In altri casi di tosse cronica, il medico potrebbe altresì sospettare la presenza di asma e decidere di eseguire un test di funzionalità polmonare.

In somma, in conclusione, il punto fondamentale è che non c’è bisogno di preoccuparsi solo perché la tosse sta durando da più di dieci giorni. Bene invece consultare un medico se si nota la tosse sta peggiorando o non risponde ai farmaci da banco e ai rimedi casalinghi.

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