Herpes Zoster 

Dal punto di vista fisiopatologico l’Herpes Zoster infiamma i gangli sensoriali, la cute del dermatomero associato, e può, nei casi più gravi, interessare anche le corna anteriori e posteriori della sostanza grigia del midollo, le meningi, e le radici dorsali e ventrali.

Epidemiologia

Il virus della varicella zoster (VZV) appartiene alla famiglia degli herpes virus, ha un’altissima infettività e una non meno importante prevalenza in tutto il mondo.

La riattivazione della forma latente del virus in genere non ha una stagionalità né si verifica sottoforma di epidemie ma ci sono una serie di fattori che possono sicuramente predisporre a questo evento come l’età avanzata e l’immunodepressione in tutte le sue forme Fattori di rischio sembrerebbero dunque essere lo stress, i traumi, l’utilizzo di farmaci immunodeprimenti per lunghi periodi di tempo come i corticosteroidi, malattie concomitanti come l’HIV o i tumori e l’esposizione a immunotossine.

Fuoco di Sant’Antonio: caratteristiche e cura

Patogenesi

Come già abbiamo accennato prima l’infezione primaria da parte del virus Herpes Zoster provoca la varicella, malattia esantematica ad altissima contagiosità, più spesso pediatrica, che si presenta con un rush vescicolare molto pruriginoso interessante tutto il corpo (compreso palmi delle mani, pianta dei piedi, mucose e cuoio capelluto) e che va incontro a risoluzione entro 7-10 giorni quando tutte le lesioni si sono evolute da vescicola a ulcera e infine a crosta.

A questo punto il virus non viene eliminato ma, per le sue caratteristiche, è capaci di risalire attraverso le terminazioni nervose fino ai gangli nervosi dove rimarrà silente in forma latente fino a che il sistema immunitario sarà in grado di sopprimere la sua capacità replicativa; a volte anche per tutta la vita!

Quando invece si palesano condizioni di immunodepressione il virus riacquisisce la capacità di replicarsi e di dare infezione a livello del dermatomero corrispondente ovvero la zona di cute innervata dalla radice spinale posteriore (sensitiva) connessa al ganglio entro cui si era in precedenza annidato.

Sintomatologia

herpes o varicella

La riattivazione del virus, provocando infiammazione della zona cutanea e delle terminazioni nervose sensitive ad essa associata, si manifesta con dolori lancinanti, iperestesia e parestesie (formicolio, pizzicamento, prurito etc.) seguiti dall’eruzione di vescicole raggruppate su una base fortemente eritematosa che prosegue per 2-3 giorni di seguito per poi andare in contro a rottura con formazione di ulcere e infine di croste.

Le lesioni sono tipicamente unilaterali e la localizzazione più caratteristica è q-uella toraco-lombare sebbene possa interessare differenti sedi e presentarsi in differenti forme più o meno gravi come per esempio:

  • Zoster oftalmico; dovuto all’ interessamento del ganglio semilunare di Gasser con dolore ed eruzione vescicolare nel territorio di distribuzione della branca oftalmica del nervo Trigemino, V nervo cranico. Talvolta vi si associano vescicole sulla punta del naso che delineano l’interessamento concomitante della branca nasociliare associata ad un alto rischio di complicanze a livello oculare. 
  • Zoster genicolato/ Herpes oticus; dovuto all’interessamento del ganglio Genicolato che si esprime con la comparsa di vescicole nel condotto uditivo esterno di pertinenza del VII nervo cranico, otalgia ed in alcune circostanze paralisi facciale, ageusia dei due terzi anteriori della lingua e vertigini.
  • Zoster orale; raro e talvolta confuso con l’infezione da Herpes Simplex Virus dal quale però si distingue per l’unilateralità delle lesioni.

Vi si possono associare sintomi aspecifici come malessere generalizzato, febbre, mal di testa e linfoadenopatie.

Complicanze

La risoluzione, di solito spontanea, avviene in 2 settimane senza lasciare cicatrici e meno del 4% dei pazienti presenta recidive. Tuttavia, molti soggetti possono presentare delle complicanze di cui la più frequente è la nevralgia post-erpetica la quale può persistere per mesi o addirittura anni sottoforma di un dolore neuropatico puntorio, intermittente o continuo, e fortemente invalidante.

Brivirac, il farmaco per contenere il virus del Fuoco di Sant’Antonio

Altre complicanze più gravi ma per fortuna meno frequenti sono:

  • Infezioni oculari, cheratite e ulcerazioni della cornea con alterazioni della visione (nel caso dello zoster oftalmico)
  • Problemi di udito e/o di equilibrio (nel caso dello zoster oticus)
  • Debolezza muscolare riferita al dermatomero che in principio è stato coinvolto
  • Interessamento del sistema nervoso centrale con meningite asettica, mielite e meningoencefalite

Diagnosi e trattamento

L’Herpes Zoster si diagnostica in genere clinicamente in presenza delle lesioni patognomoniche o può essere sospettato anche prima della comparsa delle stesse in presenza di dolori disestetici e parestesie a distribuzione dermatomerica in individui predisposti.

Esiste il vaccino contro il Fuoco di Sant’Antonio?

Per quanto riguarda il trattamento questo è in genere sintomatico; deve puntare infatti a ridurre il dolore e i fastidi correlati all’infezione fino alla regressione della stessa che avviene spontaneamente. Per ridurre tuttavia l’intensità delle manifestazioni, il rischio di complicanze e la possibilità di recidive si utilizzano specifici farmaci antivirali come l’aciclovir, famciclovor e valanciclovir che sono più efficaci se iniziati entro le prime 72h.

Negli ultimi anni è emersa inoltre l’importanza di accompagnare i farmaci antivirali con dei neurotrofici a base di Vitamine del gruppo B che sembrerebbero velocizzare la guarigione e ridurre il rischio di sviluppare la nevralgia post-erpetica.

La gestione della nevralgia post-erpetica è invece la parte più complicata. Essa va personalizzata caso per caso potendo ricorrere a diverse classi di farmaci che abbiano più o meno effetto sul dolore neuropatico. Tra questi:

  • Anticonvulsivanti; es. il Gabapentin
  • Antidepressivi ciclici; es. Amitriptilina
  • Anestetici topici; es.lidocaina e capsaicina
  • Analgesici oppiacei
  • Tossina botulinica